Hello, world
Il sito del Gorgo Lab è online. Si apre con la frase con cui si apre tutto, e con le istruzioni per riempirlo di roba costruita da voi.

Il primo programma che si scrive, in qualunque linguaggio, stampa due parole e poi si ferma. Non fa niente di utile. Serve a una cosa sola: dimostrare che la catena regge — che il codice compila, che il computer risponde, che da qui in poi si può cominciare a fare sul serio.
Questo articolo è la stessa cosa. Il sito c’è, le pagine si costruiscono da sole, le foto si ridimensionano da sole. Adesso manca la parte che conta.
A cosa serve questo posto
Il sito del lab non è una vetrina: è l’archivio di quello che ci passa sul banco. Un progetto documentato è un progetto che qualcun altro può rifare, correggere o smontare per capire come funziona — anche fra tre anni, anche senza conoscerti.
Ed è il motivo per cui qui trovi anche i passi falsi. La foto del pezzo stampato storto vale più del rendering perfetto: dice a chi viene dopo dove sta la buca.
Come si finisce qua dentro
Le pagine le scrivono i maker, non un redattore. Tu porti un file di testo e le foto come escono dal telefono; impaginazione, ritaglio, formati moderni e anteprime li fa il sito da solo. Se sbagli un campo obbligatorio te lo dice prima di pubblicare, invece di mostrare una pagina rotta per sei mesi.
Come si fa, passo per passo, sta in Pubblica il tuo progetto. Non serve saper usare git: si può anche mandarci una cartella zippata.
E se non hai ancora costruito niente
Meglio. Si comincia da lì.
Il mercoledì sera è aperto a tutti: si entra, si guarda cosa c’è sui banchi e si parla con chi ci sta lavorando. Non serve prenotare, non serve saper già fare qualcosa e non serve avere un’idea chiara. Orari e indirizzo stanno in Lo spazio.
Ci si vede lì.