Braccio robotico da scrivania
Un braccio a quattro assi stampato in 3D e comandato da un ESP32, nato per spostare componenti SMD sul banco di saldatura senza farli volare per terra.

Saldare componenti SMD a mano è un esercizio di pazienza finché una pinzetta non parte per la tangente e il condensatore da 0402 sparisce nel parquet. Da lì è nata l’idea: un braccio piccolo, lento e preciso, che tenga il pezzo fermo mentre le mani fanno altro.
Specifiche
- Assi
- 4 (base, spalla, gomito, pinza)
- Attuatori
- 3× MG996R + 1× SG90
- Controllo
- ESP32-WROOM-32, PCA9685
- Sbraccio utile
- 310 mm
- Portata
- 180 g a sbraccio massimo
- Materiale
- PETG, 40% riempimento
Il primo prototipo era storto
La prima versione aveva la base stampata in un pezzo unico e i cuscinetti inseriti a pressione. Sbagliato su entrambi i fronti: il PLA si deformava sotto il carico continuo dei servo e i cuscinetti si disallineavano dopo mezz’ora di lavoro.

La seconda versione ha risolto con due scelte banali ma decisive: PETG al posto del PLA, e alloggiamenti dei cuscinetti separati, avvitati alla base invece che stampati insieme.
Cinematica: meno matematica del previsto
Il braccio lavora quasi sempre su un piano, quindi la cinematica inversa si riduce a un problema a due gradi di libertà risolvibile con il teorema del coseno. Nessuna libreria, una trentina di righe.
// Angoli di spalla e gomito per raggiungere il punto (x, y).
// L1, L2 = lunghezze dei segmenti in mm.
bool solve(float x, float y, float &shoulder, float &elbow) {
const float d2 = x * x + y * y;
const float d = sqrtf(d2);
if (d > L1 + L2 || d < fabsf(L1 - L2)) return false; // fuori portata
const float cosElbow = (d2 - L1 * L1 - L2 * L2) / (2 * L1 * L2);
elbow = acosf(constrain(cosElbow, -1.0f, 1.0f));
shoulder = atan2f(y, x) - atan2f(L2 * sinf(elbow), L1 + L2 * cosf(elbow));
return true;
}
Cosa rifaremmo diversamente
- Servo con feedback di posizione: senza, non c’è modo di accorgersi se il braccio ha urtato qualcosa.
- Pinza intercambiabile con attacco magnetico, invece che avvitata.
- Un vero finecorsa sulla base: l’homing a battuta funziona, ma consuma la stampa.
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Contenuto pubblicato da Giulia Ferrari, Marco Bini sotto licenza CC BY-SA 4.0.

